In corso Marche a Torino, sede della Abarth, nel 1965 nasceva un nuovo scorpione, uno scorpione velenoso e velocissimo, la 1300 OT.

La 1300 OT (‘omologata gran turismo’) era una coupè piccola, bassa e filante disegnata da Mario Colucci. Ispirata soprattutto nella parte posteriore alle Ferrari coeve, il disegno del padiglione, la coda tronca con i gruppi ottici rotondi e il rosso corsa conferivano a questa coupè un look molto aggressivo. La parte anteriore ricordava la Porche 904 e lo scarico a tromboncino una volta in moto faceva tremare i presenti trasmettendo una emozione che restava sulla pelle.

Un particolare colpiva la fantasia degli appassionati, la OT aveva una presa d’aria a periscopio sul tettuccio: affascinante, era la prima volta che si vedeva qualcosa di simile, anche se contrariamente a quanto si pensava questo periscopio mandava aria nel’abitacolo, non al motore,  dal momento che era assente l’impianto di aerazione.

La OT estremizzava il concetto caro ad Abarth di partire da una base di grande serie, come aveva fatto con le precedenti serie Simca/Abarth: la OT sfruttava il pianale e parte delle sospensione della popolare Fiat 850, che vedeva il motore posteriore a sbalzo oltre il retrotreno, una soluzione economica lontana dall’ideale motore posteriore centrale delle auto progettate per correre.

Tuttavia la leggerezza dovuta anche alla carrozzeria realizzata in vetroresina – la prima in casa Abarth – permetteva prestazioni da vera gran turismo: il motore totalmente Abarth, un bialbero due valvole, esprimeva circa 150 cv, e il compendio delle esperienze Abarth fatte sempre con le serie Simca-Abarth permetteva alla OT velocità di circa 250 km, che per una 1300 non era poca cosa.

Malgrado il costo non proprio abbordabile all’epoca, la OT fu venduta in molti esemplari – alcune con motore 2000 cc. – sopratutto a piloti privati che potevano così disporre di un’auto che oltre alle cronoscalate permetteva di cimentarsi nelle grandi classiche di durata come la Targa Florio, Nurburgring ecc. Tra i molti piloti affermati che condussero la OT in corsa, ricordo i fratelli Bianchi, Hans Herman, Leo Cella ecc.


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